Riflessioni personali sul referendum

di Franco Trivero

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Il percorso per l’appuntamento al voto referendario è stato lastricato da falsità e imprecisioni diffuse nell’elettorato.
Il quesito stesso su cui eravamo chiamati ad esprimere il voto rappresentava, ” non un quesito, ma pubblicità ingannevole” ( Carlo Freccero).
I legislatori hanno posto il referendum confermativo sulla riforma costituzionale come una garanzia per i cittadini.
I costituenti hanno voluto metterci in guardia. Attento stai firmando qualcosa che può danneggiarti, che può ledere i tuoi diritti per cui noi ci siamo battuti.
Il pericolo, ormai scampato, si materializzava nel trasferire all’esecutivo poteri che sommati all’italicum lo sottraggono ad ogni controllo.
Avremmo perso la possibilità di votare il Senato.
Avremmo autorizzato con la modifica del titolo V, l’esproprio alle Regioni e ai Comuni, sulle decisioni del consumo di suolo, sulle grandi opere inutili, sulle Imposte e sulle utility.
Nei fatti il Governo, poteva aprire una discarica davanti casa mia, privatizzare i servizi acqua, energia ecc… privando noi cittadini della possibilità di manifestare il dissenso.
Per la prima volta dopo 68 anni sono riusciti a dividere gli italiani sulla stessa Carta che ci ha tenuto uniti nei grandi valori, diritti e doveri, intrisa di garanzie e tutele per i cittadini. Oggi la riforma costituzionale, per le modalità con le quali è stata votata, ha diviso l’elettorato.
Un Premier che non ha eletto nessuno a capo di un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, che non ha la maggioranza del popolo sovrano e che usa la maggioranza che non ha per cambiare la Costituzione.
Parafrasando Bertolt Brecht, si può dire che “un governo che non riusciva a governare ha deciso di sciogliere il popolo“.
Non avrebbero dovuto permettersi di toccare la Costituzione, il tentativo è fallito.
Cercando il consenso del Si con ricatti, minacce, bugie, soldi pubblici alimentando clientele, false promesse… Utilizzando persino i malati di cancro, di epatite, bambini diabetici, senza alcuna pietà e vergogna.
Ancora oggi si è tentato di cambiare una Costituzione che in parte non è stata mai veramente attuata. Viceversa occorre lavorare e indirizzare una riforma che possa attuare la democrazia orizzontale e partecipativa voluta dai Padri costituenti.
Abbiamo scongiurato il pericolo di una Repubblica verticale, dove comandano in pochi e i cittadini vengono ridotti a Sudditi da governare.
Chi ha votato NO ha voluto dimostrare con il suo voto il dissenso a voler consegnare il Paese ad un Uomo solo al Comando.
Una riforma che incontrava i consensi dell’elite finanziarie internazionali, da sempre insofferenti verso le Costituzioni democratiche Antifasciste adottate dopo la seconda guerra mondiale.
Il tentativo fallito di Renzi di attuare un progetto autoritario di ribaltamento dei poteri repubblicani. Un tentativo di furto di democrazia sventato attraverso il più democratico degli strumenti, il voto.
La nostra Costituzione è stata difesa da una trasversalità di personaggi che vanno dal mondo delle università, della cultura e spettacolo, alle associazioni coaugalando i sentimenti e le culture più diffuse, oltre che da una variegata compagine politica, definita accozzaglia dal Premier.
Quello che è evidente a tutti oggi, è che questo Governo chiama riforme la distruzione sistematica di diritti civili e sociali…
Dalla Buona scuola, al Jobs Act allo Sblocca Italia, che ha tolto decisionalitá ai nostri territori.
Le priorità del Paese, sono sotto gli occhi di tutti… Il lavoro, la messa in sicurezza del territorio e degli immobili, la ricerca, l’istruzione, la sanità, l’ambiente.

Oggi gli italiani, votando NO hanno dimostrato all’Europa quanto possiamo essere forti se restiamo uniti.
Crediamo non sia presunzione essere consapevoli di aver contribuito con il voto a “Salvare la Costituzione e la Sovranità del Popolo”.

Cittadino Sovrano
Franco Trivero

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