IL RADDOPPIO DEL FREJUS MODIFICHERA’ RADICALMENTE L’ACCESSO AL TUNNEL DA BARDONECCHIA. SI TRATTA DI UN ALTRO CANTIERE, QUESTA VOLTA DA 22,5 MILIONI DI EURO.

CONTINUANO AD ESSERE IMPIEGATI TANTI SOLDI MA COSA NE VIENE AL TERRITORIO?

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L’ingresso attuale del tunnel del Frejus

Per concludere i lavori della seconda canna del Tunnel del Frejus sono previsti grossi interventi all’imbocco delle due gallerie. Interventi destinati a cambiare radicalmente l’aspetto e la dimensione di questo valico di frontiera. E’ iniziata da poco la gara d’appalto per realizzare il nuovo piazzale. La Sitaf ha indetto il bando pubblico per realizzare una numerosa serie di opere. Quanto cambierà l’aspetto dell’ingresso alle gallerie? Quale sarà l’impatto sui luoghi circostanti? Le nuove installazioni, in gran parte in cemento ed asfalto, saranno paesaggisticamente sostenibili anche in considerazione della prevalente vocazione turistica dell’area? Le ditte interessate dovranno presentare la propria candidatura entro il 19 dicembre. Si tratta un progetto (di nuovo) impegnativo dal punto di vista finanziario. Le opere costeranno 22,5 milioni di euro. Si prevedono compensazioni aggiuntive per il territorio di Bardonecchia? Specie considerato il fatto che quelle pregresse al momento giacciono in un limbo indefinito e non si può certo dire che Bardonecchia ne abbia anche solo in parte beneficiato sino ad oggi.

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Il rendering della nuova area di ingresso ai tunnel, come si nota molto più ampia e cementificata

Nell’appalto sono previsti la realizzazione del nuovo piazzale antistante il secondo ingresso in galleria, le opere relative alla nuova viabilità e non pochi edifici di servizio funzionali ai due tunnel autostradali. Tutto classicamente in cemento armato a vista.

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Il rendering nuovi edifici di servizio della Sitaf: uffici, magazzini, autorimesse

Fra le opere principali del nuovo intervento elenchiamo: il completamento dell’imbocco con un tunnel lungo 56 metri; una nuova centrale di ventilazione del tunnel, per l’estrazione dalle gallerie dell’aria inquinata e la conseguente demolizione della vecchia degli anni ’70; un’impalcatura esterna lunga 38 metri; il consolidamento dell’imbocco del tunnel già esistente, nuovi edifici Sitaf per uffici, deposito dei mezzi di soccorso e di quelli operativi, cucine, autorimesse e magazzini; alcuni interventi idraulici sul torrente Rochemolles.

Il cantiere all’imbocco del Frejus durerà tre anni, dai primi mesi del 2018 fino al 2021. Particolarmente importante la costruzione del ponte di collegamento tra il piazzale di imbocco al tunnel e la zona dei pedaggi, che resterà quella attuale.

L’area dell’imbocco della nuova galleria lato Italia
L’area dell’imbocco della nuova galleria lato Italia

Insomma il tunnel continua ad essere un’opera che si rinnova, modernizza, aumenta e raccoglie importanti finanziamenti pubblici. La stessa cosa vale per il territorio? Bardonecchia riesce a beneficiare di uno sviluppo di tale portata? E in che misura invece resterà penalizzata dal presumibile aumento nel transito dei mezzi pesanti? In termini di inquinamento dell’aria, inquinamento acustico, impatto paesaggistico. Conseguentemente a tutto ciò come intende muoversi il Comune di Bardonecchia?

Ricordiamo sempre che in una non lontana valle delle Alpi, fortemente coinvolta da un valico internazionale e da una grossa autostrada, le comunità locali a partire dall’istituzione più alta, quella regionale, hanno richiesto e chiedono garanzie e compensazioni adeguate a chi ha pensato in passato di realizzare un’opera così grossa e impattante per un territorio a marcata vocazione turistica. Questa non lontana realtà è la VALLE D’AOSTA.

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I lavori che si svolgono attualmente nell’area di ingresso della nuova galleria
Una panoramica della "berlinese"... e l’imbocco della nuova galleria lato Italia
Una panoramica della “berlinese”… e l’imbocco della nuova galleria lato Italia

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