Neve e ghiaccio: il sale sulle strade inquina l’ambiente. Una volta era usato molto meno, oggi perché l’uso è diventato così massiccio?

Neve e sale a Roma

Temperature in discesa e neve sulle strade, l’inverno spesso è (dovrebbe essere) così. Ma per consentire la viabilità sicura al trasporto su gomma si spargono tonnellate di sale da per tutto sulle strade (qui i segreti del sale antighiaccio). Non parliamo delle località di montagna… Sale e biodiversità non vanno d’accordo come si sa. Quali saranno le conseguenze di questo sistema che serve in gran parte solo a consentire ad auto e camion di viaggiare nonostante neve e ghiaccio, 360 giorni l’anno, giorno e notte? La minaccia che l’economia si fermi per dieci centimetri di neve è reale? O è solo una delle tante drammatizzazioni del sistema moderno che chiede sempre il massimo e magari anche più del massimo?

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Diciamo subito che sulle strade non viene sparso solo cloruro di sodio, ma secondo contesto e necessità anche glicole etilenico, metanolo, alcol etilico o cloruro di calcio (CaCl2), solfati e nitrati. E i metalli pesanti contenuti nei pneumatici vengono rilasciati per reazione chimica in contatto con il sale e diffusi in natura attraverso irrigazione e gocciolamento. Insomma una mistura altamente inquinante che non appena arriva il bel tempo si scioglie nell’ambiente circostante causando l’avvelenamento di flora e fauna. E di qualche falda acquifera utilizzata per i nostri acquedotti… Nella migliore delle ipotesi il sale frammisto a terriccio e neve viene accantonato ai bordi delle strade nell’attesa di essere raccolto e smaltito adeguatamente (così viene raccontato, poi la realtà è che resta lì). Ma nel frattempo comunque continua a sciogliersi.

Montagne di sale per uso stradale. Nelle città, nelle campagne, in montagna
Montagne di sale per uso stradale. Nelle città, nelle campagne, in montagna
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Trattamento industriale del sale da disgelo. Sikania (Torino)
Si aggiungano i danni causati dalla forte corrosività di questi composti salini che aggrediscono sia i fondi stradali, i marciapiedi, le recinzioni, la segnaletica, le carrozzerie dei mezzi di trasporto…
Fondo stradale dissestato anche a causa dell'uso intensivo del sale antigelo
Fondo stradale dissestato a causa dell’uso intensivo del sale antigelo

Spiega Michel Dubromel responsabile trasporti di France Nature Environnement:

“La sicurezza stradale è fondamentale ma non può essere un pretesto per una dispersione incontrollata di sostanze chimiche e tossiche nell’ambiente”.

Jacopo Giliberto pubblica sul suo blog un grafico in cui si legge della trasformazione del sale in PM10. Com’è possibile? Scrive Giliberto:

“Sale che si è accumulato sui cOrdoli, ai bordi delle strade, negli angoli del marciapiedi in strati spessi centimetri. Sale che ha imbiancato con la sua pAtina polverosa l’asfalto delle strade. Sale che è stato triturato in particelle sempre più fini dai pneumatici delle automobili, passaggio dopo passaggio. Sale in polvere macinata sempre più fine, sempre più finissima, che la ventata di ogni moto, lo spostamento d’aria d’ogni auto furgone autobus, hanno sollevato nell’aria, nuvola impalpabile che fa arrossare gli occhi. E’ COSI’ CHE DIVENTA ANCHE POLVERE SOTTILE”.

In Canada dove hanno evidentemente dimestichezza con nevicate e ghiaccio hanno limitato l’uso del sale nelle zone ad alto pregio ambientale e nelle vicinanze di corsi d’acqua. Ci sono ovviamente soluzioni diverse ma certamente più costose del sale. Resta comunque per gli automobilisti la responsabilità di usare gomme termiche e catene.

In conclusione ripetiamo la domanda, che è giusto porsi tutti.

Se fino a qualche hanno fa si viaggiava sulle strade innevate senza troppi disagi e pericoli per la circolazione, pur senza largo uso dei fosfati antigelo, perché oggi l’uso di questi sali è diventato così massiccio?

Torneremo in futuro sull’argomento con altri articoli.

Redazione BN

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