“Con il Comune di Nevache ho fatto fare molti progressi negli anni alla Valle Stretta. Un po’ alla volta si risolverà anche il problema delle auto nei mesi estivi”

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Riccardo Novo

Riccardo Novo è gestore da tanti anni del Rifugio III Alpini in Valle Stretta. E’ anche consigliere da tempo nel Comune di Nevache. Ama definirsi più francese che italiano… Siamo andati a trovarlo in rifugio ed abbiamo avuto un’interessante momento di confronto.

Il Rifugio III Alpini
Il Rifugio III Alpini

 

Pubblichiamo qui la PRIMA PARTE dell’intervista.

Cosa è stato fatto negli anni per la Valle Stretta dal Comune di Nevache e quali le problematiche?

Nel mio piccolo ritengo di aver fatto quel che era possibile. Sono sempre stato a metà fra l’influenza di Bardonecchia e quella di Nevache. Ho cercato ogni anno di ottenere delle cose in più, provando a sensibilizzare il sindaco di Nevache per fargli prendere piena coscienza che questa valle è comunque Francia, che io siedo a un consiglio comunale essendo stato regolarmente votato… per cui ho diritto di avere delle cose per il territorio che rappresento. Dall’altra parte c’è il Comune di Bardonecchia dove sinceramente devi capitare sotto la buona stella. Ci sono state alcune amministrazioni che hanno riconosciuto che la Valle Stretta è il “giardino di Bardonecchia”, altre che ti fanno capire che per loro è Francia e non hanno giurisdizione. Quando c’è dunque una confluenza positiva io riesco a fare più cose. Con il primo mandato di Francesco Avato, all’epoca ero già consigliere comunale di Nevache, ci trovavamo lui ed io a inizio stagione e si cercava di pianificare al meglio. Una delle ultime cose che ho cercato di fare è il miglioramento del fondo della strada che sale fin qui. In economia, come sempre soldi per la Valle Stretta ce ne sono pochi. Lo scopo di asfaltare la strada, oltre che per togliere la polvere, era quello di gestire un po’ meglio il traffico esistente. Il servizio di navetta che abbiamo già funziona. Dobbiamo confrontarci un po’ con il Comune di Bardonecchia perché gli orari e le aree di sosta non coincidono ancora al meglio. Con la precedente amministrazione avevo fatto in modo di portare qualche fondo in più su questo servizio per renderlo più efficiente ed è stata aggiunta una navetta permanente da Pian del Colle fino alle Grange di Valle Stretta. Tenete conto che fino a un po’ di anni fa l’accesso alla Valle era del tutto privo di regole, si poteva arrivare fino a Pian della Fonderia con le auto, tutta la strada era un polverone, c’erano problemi grossi. Anni fa ho deciso di mettere una sbarra duecento metri prima delle Grange di Valle Stretta e di fare i parcheggi. Una chiusura e dei limiti sono già stati posti dunque.

Valle Stretta, Luglio 2016. Auto in parcheggio libero nei prati
Valle Stretta, Luglio 2016. Auto parcheggiate ovunque nei prati

E la parte sotto però? Per le centinaia di auto parcheggiate ovunque, decine di campeggi abusivi, i fuochi come fare? In fin dei conti ci troviamo dentro un’area ambientale di pregio protetta da leggi europee…

Il parcheggio selvaggio è sempre stato un problema, come sono assolutamente d’accordo vada affrontata in via definitiva anche la criticità dei campeggi abusivi e dei fuochi. Purtroppo qui ci vorrebbe un plotone di gendarmi per far smontare le tende. Quest’anno i gendarmi sono venuti per controlli due volte la settimana. Il problema è che dopo aver dato qualche ammenda la gente spesso rimonta le tende e riaccende i fuochi. Non possiamo certo avere una stazione della Gendarmerie permanente in Valle Stretta! Quest’estate ci sono stati più controlli perché la Gendarmerie nazionale per via dei problemi con gli extra comunitari alle frontiere ha richiamato dei riservisti e dunque gli costava poco ogni tanto dislocarne un paio qui per noi. Valle Stretta è sempre stata così, questo non vuol dire non si possa migliorare. Però con i mezzi che ho più di così non riesco a fare.

Valle Stretta, Luglio 2016
Valle Stretta, Luglio 2016

Il nostro giornale ha cercato di porre la questione Valle Stretta in forma propositiva fin dall’inizio. Davanti a una situazione come questa, soprattutto legata al traffico e ai parcheggi,  ognuno dovrebbe fare lo sforzo di portare delle proposte. E’ per questo che da qualche tempo stiamo studiando meglio il progetto del sito Clarée Natura 2000, del quale la Valle Stretta fa parte in toto. All’interno di questo progetto pensiamo ci siano molti spunti che potrebbero farci ipotizzare delle soluzioni, mettendo perfino le amministrazioni locali o gli enti proponenti in condizioni di reperire fondi dall’Unione Europea.  Ovviamente serve la volontà politica di presentare un progetto transfrontaliero di valorizzazione in coerenza con i punti cardine del Natura 2000. Fra questi certamente quelli legati al turismo, alla fruizione consapevole del territorio, alla viabilità e alla mitigazione degli impatti ambientali. Tutto ciò nel rispetto e nell’integrazione con le attività economiche, come prevede lo spirito della legislazione dei siti Natura 2000. Abbiamo visto negli anni, i progressi di cui tu parli. Ma sinceramente non sappiamo quanto incidano. Crediamo che a questo punto serva una svolta decisa e sostanziosa. Nuovi fondi e una programmazione in forma moderna alla stregua di tante altre aree protette. Secondo te possiamo contare sul fatto che si attivi fra gli enti potenzialmente coinvolti (Unione Europea, Enti dipartimentali francesi, Comune di Nevache e Comune di Bardonecchia, Unione montana) una volontà politica in questo senso?

In Val Clarée il Natura 2000 al momento si occupa anzitutto della gestione delle attività di allevamento presenti sul territorio. Come evitare eccessi, ad esempio il sovrannumero di capi di alcuni alpeggi. Sulla Valle Stretta al momento non si fa nulla perché l’unico alpeggio presente ha la sede legale in Italia, in quanto i pastori sono italiani.  Sappiamo che le mandrie numerose possono arrecare grossi danni alla montagna.

Scarpetta di Venere (Sabot du Venus in francese), specie protetta nel Natura 2000 Clarée/Valle Stretta
Scarpetta di Venere (Sabot du Venus in francese), specie protetta nel Natura 2000 Clarée/Valle Stretta

Certo sono attività economiche anche gli alpeggi. Però sappiamo bene che il nucleo economico delle nostre zone si fonda sul turismo. Fra l’altro questa ovvia constatazione è evidenziata anche nel progetto Natura 2000 Clarée, dove si analizzano con attenzione fattori di rischio quali la grossa capacità di ricezione turistica in posti letto. All’interno dell’area protetta è di alcune decine di migliaia di posti. Contando poi anche il bacino turistico di Bardonecchia, significa salire a numeri potenziali di frequentazione turistica su queste montagne davvero grossi. Si deve anche contare che un progetto di valorizzazione rafforzerebbe l’immagine delle nostre zone. Siamo di fronte ad un turismo internazionale che cerca sempre più le località ben organizzate, tranquille, non eccessivamente sfruttate, dove il fattore naturalistico sia un valore condiviso. Come gestiamo allora la pressione data dal turismo su questo territorio da salvaguardare? Senza un progetto? Ad esempio l’alta Val Clarée non è gestita meglio in questo senso? Mi riferisco al servizio permanente di navette con la chiusura al traffico delle auto.

Il servizio di navette in alta Clarée per 40 giorni costa 100.000 euro alle casse pubbliche. E’ un programma che non si autofinanzia. La scorsa estate ci sono infatti ricavi per 57.000 euro. Noi del Comune di Nevache ogni anno dobbiamo andare a discutere con il Presidente della provincia delle Hautes Alpes che punta a toglierla perché in perdita. Ci sono diversi residenti di Nevache, in particolare i gestori delle varie attività quali i rifugi, i bar, etc. che non sono d’accordo si faccia il servizio di navette e la relativa chiusura della strada. Le attività commerciali sono preoccupate che diminuiscano i loro giri d’affari. Ci sono stati anche atti dimostrativi, mezzi boicottati, sono stati perfino segati mozzi delle ruote, si sono creati dei comitati contro le navette.

Riccardo Novo nel suo rifugio insieme al sindaco di Modane, Francesco Avato sindaco di Bardonecchia ed altri convenuti ad una festa di gemellaggio Italia-Francia in Valle Stretta
Riccardo Novo nel suo rifugio insieme al sindaco di Modane (alla sua sinistra), Francesco Avato sindaco di Bardonecchia ed altri convenuti ad una festa di gemellaggio Italia-Francia in Valle Stretta

Quali sono le motivazioni di queste persone?

Sono sempre state azioni per lo più anonime che non tendono a spiegare le motivazioni.

Atti di teppismo, intimidazioni? Si dirà ben qualcosa in paese su questi fatti…

Sono prese di posizione ideologiche, tendono a nascondere le ragioni o non averne di concrete. Non sono rivolte solo alla questione navette. Magari ci avete fatto caso, diverse paline nuove del Tour del Thabor, il famoso trekking conosciuto in tutta Europa, sono state portate via. Motivazione che si sente dire? Ad alcuni non piacciono, punto e basta. Non c’è un gruppo di riferimento, non portano motivazioni.

Quindi atti di sabotaggio dettati da rabbia o invidia, certamente da condannare?

Credo di si, anche se non gli darei tutta questa importanza.

Perché no? Prima nel tuo discorso li hai portati come esempi importanti

Sto solo cercando di far capire che anche a Nevache che pare il simbolo, la gestione delle navette non è rose e fiori. In Comune abbiamo incaricato un guardia civica che in estate sorveglia sia la Clarée che la Valle Stretta, ma vi assicuro che ha il suo bel da fare. Quindi giustificare la chiusura di una strada e un servizio di navetta per i numeri che abbiamo di qua in Valle Stretta richiede un’attenta considerazione. La chiusura dove verrebbe fatta e come sarebbe gestita? Il periodo di chiusura quando comincerebbe e finirebbe? Sappiamo bene che l’afflusso è legato alle condizioni del tempo e il problema della viabilità e dei campeggi c’è per poche settimane centrali dell’estate. I campeggi abusivi sono forse più gestibili. Stiamo identificando un’area per un campeggio organizzato così che la gente non si metta in giro da per tutto. La Gendarmerie quest’estate è passata ed ha fatto togliere molte tende. Forse ci sono soluzioni intermedie e in parte le stiamo già adottando. Non mi sentirei così entusiasta nell’abbracciare una strada che porta alla chiusura della Valle.

Fine prima parte (prossimamete pubblicheremo la parte conclusiva dell’intervista)

Federico Acquarone

 

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