Una lunga camminata per monti da Bardonecchia a Oulx

Presentiamo questa bella gita, ricordando che il nostro territorio è dolcissimo e affascinante, nonostante molte cose siano successe e succedano compromettendolo più o meno consapevolmente…

La conca di Bardonecchia da Punta Colomion
La conca di Bardonecchia da Punta Colomion

Località di partenza: Bardonecchia mt. 1260
Dislivello complessivo: mt. 900
Tempo complessivo: 7 ore c.ca
Difficolta: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 1 Alta Valle Susa                Fraternali Editore

Attraversando le estese pinete che ammantano i pendii degradanti dalle cime che si elevano da Oulx a Bardonecchia, il Sentiero Balcone dell’Alta valle Susa che lungamente si percorre in questo itinerario, prima di raggiungere Château Beaulard, dove lo si lascia per scendere a valle, transita per la Grangia Soullier, per le cappelle della Madonna della Sanità e di S. Giusto e per il rifugio Rey.
Ha un notevole sviluppo, ma è comunque molto vario ed interessante, imprevedibile, presentando, via via che si procede, sempre qualcosa di nuovo e di diverso.
Sempre ben segnalato, soprattutto nei tratti più accidentati, lo si percorre senza alcuna difficoltà. Dopo essere salito da Bardonecchia alla Punta del Colomion, procede poi lungamente con continui saliscendi per fitte o rade pinete, radure, praterie, solchi vallivi, assecondando così sempre la natura del pendio.
Molto bello, vario e mutevole è il tratto che precede e segue la cappella di S. Giusto, assai caratteristica per la sua posizione, come quello che da Château Beaulard scende verso valle nella gola del rio Supire e l’ultimo tratto, un Sentiero Natura, che rasentando gli stagni e la cappella della Madonna della Neve, riporta a Oulx passando nella pineta.
Considerando che la minuscola cappella in vetta alla Punta Colomion è di facile accesso, non si raggiungono altre cime significative. Però, effettuato l’intero percorso, alla fine si rimane veramente soddisfatti perché questo itinerario è fatto su misura per coloro che, più che conquistare vette, amano camminare.

Considerato che si tratta di una traversata, per fare l’itinerario di ritorno comodamente, consigliamo di andare a Oulx in auto e prendere il primo treno per Bardonecchia. Così arrivati al termine della camminata a piedi ci sarà ad Oulx la nostra macchina ad aspettarci!
Scesi alla stazione si segue la strada principale per Melezet per poco perché, alla seconda rotonda, subito troviamo l’indicazione per la Fontana Giolitti. Attraversata la Dora, la traccia comincia a salire nel bosco praticando una lunga serie di svolte che alla sommità consentono di raggiungere il punto detto “Quattro strade” dove si lascia la stradello che prosegue per la cappella di S. Anna e per il forte Bramafan svoltando a destra e poi subito a sinistra seguendo l’indicazione per il Pian del Sole e per la Punta Colomion.

La fontana Giolitti
La fontana Giolitti

La strada che si prende, avente a suo tempo un’origine militare, s’inoltra nel chiuso bosco salendo da subito con pendenza regolare e costante. Le numerose, continue svolte che seguono, ravvicinate o distanziate per assecondare la natura del pendio, consentono di raggiungere più su il bivio per Pian del Sole, oltre il quale ancora lungamente si procede (volendo con tratti di scorciatoia su sentiero), e poi, una volta raggiunta la sommità del crinale costeggiando da un lato la pista da sci, l’aperto colletto sottostante la Punta del Colomion mt. 2054 in cima alla quale sorge una minuscola cappella. Dalla panoramica cima la vista s’apre ampissima verso ogni dove. Fin qui 2 ore e 15 minuti c.ca da Bardonecchia.

La bella cappelletta in cima a Punta Colomion: punto "panoramicissimo"!
La bella cappelletta in cima a Punta Colomion: punto “panoramicissimo”!

Raggiunto il successivo, vicino colletto, lasciata la strada che scende a valle verso il Puy di Beaulard, si prende quella che porta al passo della Mulattiera seguendo l’indicazione per la Grangia Soullier, la cappella della Madonna della Sanità ed il rifugio Rey. La strada militare s’inoltra in piano al di sotto del crinale che man mano si procede s’eleva; giunti alla dorsale Banches, la si lascia per il sentiero che si stacca sulla sinistra per la Grangia Soullier. Sempre evidente e segnato, il sentiero taglia lungamente il pendio attraversando più avanti praterie arate dal grufolare dei cinghiali sino a che si giunge in vista della radura dove sorge la Grangia Soullier.

Jafferau visto dal Colomion
Jafferau visto dal Colomion
Andando verso le grange Soullier
Andando verso le grange Soullier
L'alpeggio Soullier
L’alpeggio Soullier

In basso, al limite inferiore dei prati, riparte la traccia segnata alla partenza su un albero; continuando lungo la linea dei larici posti sul ciglio del pendio, rientra nel bosco, dove si fa più evidente, raggiungendo ancora delle praterie dove, sempre su un albero, ritroviamo la segnatura confermata più avanti da paletti con gli anelli. Qui giunti, sulla destra s’alza la traccia che porta alla caserma e al passo della Mulattiera.

Le indicazioni che si trovano prima di Madonna della Sanità
Le indicazioni che si trovano prima di Madonna della Sanità
La cappella di Madonna della Sanità
La cappella di Madonna della Sanità
Un larice centenario nella vecchia foresta sopra Refour
Un larice centenario nella vecchia foresta sopra Refour

Proseguendo verso il basso, si scende invece verso il disastrato alveo dove scorre il rio della Sanità trovando, poco prima, delle indicazioni. Superato il rio la traccia si fa stradello. A monte è già in vista e subito si raggiunge la cappella dedicata alla Madonna della Sanità. Scesi poi alla traccia, la si segue lungamente sino al punto in cui la si abbandona là dove troviamo ancora delle indicazioni che suggeriscono come raggiungere la cappella di S. Giusto, il rifugio Rey e poi Chateau Beaulard proseguendo sempre sul sentiero 705.

In direzione del Rifugio Rey
In direzione del Rifugio Rey

Si traversa ora lungamente quasi in piano, per praterie pascolative, nel rado lariceto sino a che il sentiero prende a salire per un tratto sino ad una sommità dove la traccia precipita repentinamente raggiungendo al fondo ancora delle indicazioni e poi lo scavato rio dove poco sopra sorge la cappella di S. Giusto posta in una posizione veramente particolare, su una dorsale tra due rii, addossata ad un grosso masso.

La cappella di San Giusto. Un posto da vedere
La suggestiva cappella di San Giusto. Un posto da vedere
Le sorgenti di San Giusto
Le sorgenti di San Giusto

Sul frontale non è difficile tradurre l’iscrizione, mentre di lato sgorgano due fresche sorgenti. Indubbiamente un posto meritevole di essere visto anche perché il tratto che segue, che porta al rifugio Rey, è certamente una delle cose più belle dell’intero percorso. Superato il successivo rio il sentiero procede lungamente nel bosco, dove ora predominano gli abeti, con continui, ripetuti saliscendi che assecondano la conformazione del pendio.

Magnifico il bosco misto di larici, abeti rossi e pini silvestri
Magnifico il bosco misto di larici e abeti rossi

Facendo attenzione a non perdere i riferimenti, comunque sempre puntuali, la traccia si porta poi al limitare di un’ampia incisione, una gorgia, che si supera di sopra al termine di un faticoso tratto ascendente alla sommità del quale troviamo ancora indicazioni e uno stradello. Al bivio posto più in basso, si prende a sinistra e traversando per praterie si raggiunge il rifugio Guido Rey e altre indicazioni.

Arrivando al Rifugio Rey
Arrivando al Rifugio Rey

Preso lo stradello che scende, dove troviamo l’indicazione per La Chardouse parte il sentiero che porta a Chateau Beaulard. Sempre evidente e segnato, s’abbassa inizialmente stando accanto al rio. Poi più avanti, rientrati nel bosco, scende ripido lungamente per poi riportarsi verso il rio che si attraversa su un ponticello di tronchi posto di sotto ad un grosso masso. Si prosegue nel bosco alternando tratti dove si scende di poco ad altri più ripidi rasentando da prima la chiesetta di S. Anna e poi, più avanti, quella di S. Domenico, dove ancora si prosegue, sempre scendendo, sino a che si giunge in vista dell’abitato di Chateau Beaulard raggiungendo la strada che sorpassa l’abitato da monte là dove troviamo ancora delle indicazioni.
3 ore e 15 minuti c.ca da Punta Colomion.

Arrivando a Chateau Beaulard
Arrivando a Chateau Beaulard

Si prosegue verso monte e, una volta attraversato sul ponte il rio, si lascia lo sterrato seguendo l’indicazione sulla sinistra per Savoulx. Tratti in piano si alternano ad altri dove si scende sino a che, superata una dorsale, si prende a scendere il versante boscoso della stretta gola dove scorre il rio Supire. Dalla parte opposta precipita l’estesa parete rocciosa degradante dalla parte meridionale del Forte. Si percorre ora il secondo tratto più interessante del percorso. La traccia scende nella gola praticando una serie interminabile di svolte che consentono di scendere dolcemente verso valle sino a che, giunti al fondo, diventa più ampia sempre proseguendo per praterie in abbandono e per macchie di bosco.

La Gorge Supire
La Gorge Supire
Sui prati di fondo valle di fronte a Savoulx
Sui prati di fondo valle di fronte a Savoulx

Così continuando si immette su di uno sterrato che si percorre sino ad una minuscola area attrezzata. Qui giunti una strada conduce a Savoulx passando sotto la ferrovia; un’altra sale a Villaretto; un’altra ancora porta a Oulx e questa si prende. Di qui, sino al termine del percorso, si percorre il terzo tratto significativo di questo itinerario. Dopo un primo saliscendi avendo di sotto la Dora, la ferrovia e l’autostrada, la bella traccia prosegue interminabile in piano traversando lungamente nel bosco.

Lungo il percorso Natura
Lungo il percorso Natura
Ancora lungo il percorso Natura, poco prima dell'arrivo a Oulx
Ancora lungo il percorso Natura, poco prima dell’arrivo a Oulx

E’ un percorso natura che più avanti costeggia gli impenetrabili stagni rasentando la chiesetta della Madonna delle Neve sino al punto in cui, passati sotto un raccordo autostradale, si giunge in vista delle prime case di Oulx. Ancora proseguendo, giunti al fondo della via, si prende a sinistra sino al passaggio a livello per poi tornare al parcheggio antistante la stazione ferroviaria dove questo lungo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca da Chateau Beaulard.

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