“OLIMPIADI di Roma 2024? Nei grandi eventi non esiste l’impatto ambientale zero”

Angelo Tartaglia – Per il docente “il passato insegna: a Torino ci sono strutture olimpiche inutilizzate e boschi tagliati per costruirle”
Articolo di Andrea Giambartolomei tratto da Il Fatto Quotidiano del 14 agosto 2016

I "resti" della gloriosa pista di bob realizzata a Cesana per le Olimpiadi invernali 2006. Oggi in rovina...
I “resti” della gloriosa pista di bob realizzata a Cesana per le Olimpiadi invernali 2006. Oggi in rovina…

“L’impatto ambientale zero coi giochi olimpici è impossibile. Lo dimostrano i casi passati”. A parlare è Angelo Tartaglia, professore di fisica al Politecnico di Torino, da anni impegnato sul fronte ambientalista. In passato si è opposto ai Giochi olimpici invernali 2006 nel capoluogo piemontese e ora riporta la sua esperienza al caso romano.

Professore, il uotidiano l’Unità sostiene che le Olimpiadi romane saranno a impatto zero. Che ne pensa?

È sempre difficile pronunciarsi sul futuro quando uno dice che farà opere o progetti a impatto zero. Bisogna affidarsi ai casi passati. A parte quello di Atlanta 1996, dove le autorità locali hanno mantenuto una posizione molto ferma agevolando il lavoro del comitato promotore privato spendendo pochi soldi dei cittadini ed evitando debiti pubblici, ovunque i giochi olimpici hanno comportato dei costi per la collettività e potremmo dire che quelle di Atene hanno gravato sulle casse pubbliche. A Torino, dal punto di vista ambientale, abbiamo ancora strascichi tra pista del salto inutilizzata per cui sono stati abbattuti boschi di larice, una pista da bob inutile su cui faranno ora un enorme complesso edilizio. Diciamo quindi che i casi precedenti sono negativi.

Un'altra immagina della pista di bob di Cesana: ora il Club Mediterranee costruirà un grande resort, altro denaro pubblico sarà necessario per smantellare la vecchia struttura olimpica
Un’altra immagine della pista di bob di Cesana: il Club Mediterranee costruirà un grande resort da 1.000 posti letto. Nuovo denaro pubblico sarà necessario per smantellare la vecchia struttura olimpica

A Torino però erano Olimpiadi invernali, con molti meno atleti di quelle estive dove ce ne sono più di diecimila.

Sì, e quindi a maggior ragione ci saranno strutture più grandi. Qui l’ex villaggio olimpico in città è occupato da profughi, inutilizzabile, ed è in rovina. Non vedo come possano fare qualcosa di diverso a Roma: o ci sono già le strutture a disposizione, ma vorrebbe dire che ci sono volumi vuoti, o devono essere costruiti ex novo e poi chissà che fine faranno. Per l’Expo è stato così: non si sta facendo nulla nell’area, a parte la volontà di mandarci i profughi. Ed era vietato parlarne male prima.

Torino...
L’attuale degrado di fronte all’ingresso di un’opera olimpica di Torino 2006
Perchè-nessuno-vuole-più-ospitare-le-Olimpiadi
Transenne e materiali abbandonati di fianco alle opere olimpiche di Torino 2006

Va ammesso che Torino, però, è una città rinata grazie ai Giochi del 2006, o no?

Se sgomberiamo il campo dalla retorica Torino, in termini di occupazione ed economia, è ancora in declino. Una cosa è vera, Torino è più presente nelle guide e nei circuiti turistici. C’è stata una promozione, ma come strutture ce ne sono in avanzo. Il vantaggio d’immagine ci sarà, ma la Città ha un debito elevato e così anche la Regione.

2004, durante la costruzione dei trampolini Olimpici di Pragelato
2004, durante la costruzione dei trampolini Olimpici di Pragelato

I progetti per le Olimpiadi però prevedono il miglioramento e il potenziamento dei trasporti locali su ferro e delle piste ciclabili. Può essere l’occasione buona per dare una svolta alla città?

La vedo difficile riuscirci se non si mette mano all’apparato di Roma Capitale, dove c’è un grumo di interessi. A Roma ci sono grandi eventi molto spesso. Ora c’è il Giubileo. Eppure la situazione non è cambiata, è sempre al collasso e non è stato cambiato nulla, perché è una macchina che alimenta se stessa.

Il progetto di ristrutturazione per il Giubileo della chiesa di Santa Maria Josefa a Roma
Il progetto di ristrutturazione per il Giubileo, della chiesa di Santa Maria Josefa a Roma

Il piano presentato dai promotori accoglie molte proposte di associazioni ambientaliste come Legambiente, Italia Nostra, Wwf e altre. Non basta?

Gli ambientalisti chiedono delle condizioni che sottoscrivo, ma è difficile che vengano rispettate. I problemi strutturali a Roma possono essere risolti, ma richiede una capacità di governo forte, non una rissa continua. E non saranno le Olimpiadi a cambiare l’andazzo: bisogna dimostrare prima di essere capaci di gestire il sistema di trasporto pubblico. Bisogna saperlo prima: ‘Come volete fare ciò?’ È una risposta che dovrebbero dare prima.

L'half pipe di Bardonecchia durante l'evento olimpico. Da anni utilizzato poco, specie per gli eventi che erano stati promessi
L’half pipe di Bardonecchia durante l’evento olimpico. Da anni utilizzato poco, specie per gli eventi che erano stati promessi

Ci sono poi gli interessi dei palazzinari romani…

… E sì. Durante le concentrazioni di opere in un tempo breve e in uno spazio limitato c’è sempre chi fa l’affare. A Torino la città ci ha rimesso, ma chi ha eseguito le opere ci ha guadagnato. E non noccioline… Potrei scomodare la legge termodinamica e le leggi dell’entropia, che nessuno può emendare…

(articolo tratto da Il Fatto Quotidiano del 14/08/2016)

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