Tunnel del Monte Bianco: stop ai veicoli pesanti

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Un ordine prefettizio del 2015 in Francia, ha già posto le basi per una possibile futura chiusura ai Tir

Tir all’uscita di Courmayeur del Tunnel del Monte Bianco

 

In realtà, dal novembre 2013, i camion Euro 3 non avrebbero più dovuto transitare attraverso il tunnel del Monte Bianco. Le autorità italiane e la società che gestisce il tunnel però si sono rifiutate di applicare questa misura contro l’inquinamento atmosferico regionale. I comuni e le autorità pubbliche francesi interessati sono passati alla controffensiva…


Nella valle dell’Arve (lato francese da Chamonix in giù) l’aria è inquinata. I valori limite sono continuamente superati. Nel febbraio 2012 per quest’area è stato perciò redatto il primo Piano per la protezione dell’atmosfera di tutta la Francia. La principale misura riguarda il trasporto merci: durante i mesi invernali, quando l’inquinamento è maggiore, i veicoli pesanti classe euro 3, cioè quelli immatricolati tra il 2000 e il 2005, devono essere caricati sull’Autostrada Ferroviaria Alpina tra Aiton/F e Orbassano/I. Il transito attraverso il Monte del Bianco è vietato, così come attraverso il tunnel stradale del Frejus. Il 1° novembre 2013 la misura avrebbe dovuto essere finalmente adottata. Ma le autorità italiane hanno respinto il divieto di transito, sia totale sia parziale. Era allora necessario trovare un accordo nella Commissione intergovernativa che gestisce il tunnel. Nell’autunno 2013 i comuni delle valli dell’Arve e di Chamonix hanno approvato, in entrambi i casi all’unanimità, una richiesta per introdurre il divieto di transito a partire dal 1° gennaio 2014 e l’hanno consegnata alla Prefettura.

Manifestazione contro i Tir nella Valle di Chamonix

In seguito…

Un articolo pubblicato dal giornale francese Le Dauphiné lo scorso Aprile 2015, scriveva testualmente: “Era il 7 Gennaio 2015. Per la prima volta, fu istituita una misura che vietava il traffico ai camion Euro 3 (i più inquinanti) in transito nella Valle di Arve. Questa decisione, senza precedenti in Francia, fu presa sulla base di un ordine prefettizio, e fu causata dal fatto che per più di una settimana le soglie di inquinamento erano state superate, generando forte allarme. Ampiamente riportato a livello nazionale, questo divieto si è concretizzato in particolare con importanti operazioni di controllo da parte delle forze dell’ordine. Quel provvedimento fu accolto con grande soddisfazione dalla maggior parte dei soggetti impegnati nella lotta contro l’inquinamento (rappresentanti eletti nelle amministrazioni locali, associazioni, operatori turistici, commercianti etc.). Tuttavia, quasi tutti avevano anche sottolineato il valore simbolico di questo atto amministrativo, dato il basso numero di camion coinvolti finalmente in questo divieto. Dopo anni che le lobby della Valle dell’Arve facevano opposizione e chiedevano una drastica riduzione dei transiti, se non la chiusura totale al passaggio dei mezzi pesanti, quello era comunque un passo avanti. L’obiettivo è quello giustamente di arrivarci in un vicino futuro. Su questo punto sono unite la grande maggioranza delle forze presenti sul territorio“. 

Il sovraccarico di mezzi pesanti lato francese (foto: Le Dauphiné)

Questo è il quadro della situazione nella Valle di Chamonix ancora oggi. L’ipotesi dunque di chiusura al traffico pesante del Monte Bianco, non è solo uno spauracchio come spesso si sente dire negli ambienti vicini alle società autostradali che gestiscono i tunnel alpini occidentali. Avremo modo più avanti di portare ulteriori approfondimenti e testimonianze tratti proprio dal contesto francese. 

 Bardo News

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