Il dopo voto visto da Claudio Guiffre

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Finito il periodo elettorale, passate ormai quasi due settimane dal voto, abbiamo chiesto a Claudio Guiffre come vede l’attuale situazione. Questa l’intervista che ne è uscita.

Come valuti l'esito del voto alle amministrative di Bardonecchia?

Devo dire che mi ha stupito non tanto la vittoria di Avato ma l’entità del distacco dagli altri contendenti

Durante la campagna elettorale le liste in campo avevano dato
l'impressione di un certo equilibrio numerico fra loro. Come interpreti il
fatto che ci sia stata invece una vittoria così netta?

Credo che sia stata premiata la concretezza e la credibilità. La gente non
crede alle grandi promesse, di fatto irrealizzabili. Questo dà alla nuova
amministrazione forza e autorevolezza ma anche grande responsabilità...
  
A tuo avviso prioritariamente cosa hanno espresso attraverso il voto i
cittadini di Bardonecchia? Cosa si aspettano ora dalla nuova
amministrazione?

Naturalmente il voto di più di metà dei Bardonecchiesi ha probabilmente un
ventaglio di motivi. Credo che più di tutto abbia prevalso la voglia di
un’amministrazione “normale”  o semplice, come si è presentata la compagine
di Avato. Sia lui che i suoi consiglieri sono ben inseriti nel paese, con loro si possono avere contatti “facili” e amichevoli. Certo, a mio modo di vedere, c’è
stata anche una delusione nei confronti della precedente amministrazione di
cui erano emanazione gli altri candidati sindaco
  
In paese ci sono varie sofferenze legate ad un andamento turistico che
preoccupa molti. Per meglio dire, ci si aspetta un cambiamento di rotta e
l'avvio di una vera politica turistica, per dare maggiore continuità e far
in modo che si esca dal solo turismo dei week-end e delle seconde case. Si
auspica dunque un turismo "vero" come c'è in moltissime altre località
alpine. Cosa pensi al riguardo? Come bisognerebbe rispondere a questa
richiesta del paese?

In estrema sintesi credo che Bardonecchia debba trovare una sua strada,
guardando alle esperienze degli altri, ma reinterpretandole cercando di
pensare anche a qualche iniziativa che possa caratterizzare il nostro paese
con originalità. Abbiamo tutto e vogliamo fare tutto, con forse poca
costanza. Fare tutto provoca una dispersione di energie e di risorse, oltre
al fatto che le iniziative sono spesso scollegate. Nel turismo, secondo me,
il Comune è solo uno degli  attori e può promuovere, coordinare o
incentivare ma ci vuole una certa unità degli operatori

Valuti ad esempio che un coordinamento più efficace da parte del Comune
di una grande struttura ricettiva come quella del Villaggio Olimpico,
potrebbe generare più lavoro complessivo per il paese?
Ricordiamo che lì abbiamo circa 1.000 posti letto... ma in paese tanti
sostengono che quei 1.000 posti non si "sentono" quasi per nulla

Il turismo del Villaggio Olimpico è un po’ per sua natura fatto di pacchetti economici. Quindi è relativamente poco il ritorno sul paese e sul tessuto commerciale. Ma ha un importante ruolo per il sistema sci, impianti di risalita, scuole sci e servizi connessi. Con un ritorno indiretto sul resto del paese. Ho qualche perplessità che si possa riuscire ad “integrare” molto questi turisti, certo qualcosa si può fare

Problema frana del Melezet. In estrema sintesi data l'emergenza della
questione, come pensi si debba intervenire?

Direi che la frana di Melezet sia ormai un’emergenza “stagionata”. Bisogna
agire pragmaticamente, ritornando ad un progetto di buon senso, sulla base
della fattibilità studiata a suo tempo dal Consorzio Forestale e coinvolgere
la Città Metropolitana. Inoltre spetta una grossa responsabilità alla SITAF, che ha lasciato lì un deposito temporaneo e che in caso non si facesse nulla dovrebbe rimuovere tutto. Al momento purtroppo non siamo ancora distanti dal punto zero.

In un "tu per tu" col nuovo sindaco, cosa gli diresti o consiglieresti?

Gli consiglierei di prendersi il tempo necessario per mettere a punto la
“macchina”, ovvero la sua squadra con relativi incarichi (lo sta facendo in questi giorni). Poi l’organizzazione del lavoro e fare le sue valutazioni sulla struttura comunale. Infine incominciare a programmare il 2017, mettendo a fuoco le priorità. La programmazione è il compito più difficile di un’amministrazione.
 F. Acquarone - Bardo News

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