Francesco Pastorelli, direttore di Cipra Italia: la borsa sui transiti per il trasporto su gomma

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“SI PROGETTANO E REALIZZANO GRANDI OPERE CHE ATTRAVERSANO LE ALPI MA NON SONO MAI STATE PRESE MISURE DETERMINATE PER FAR DIMINUIRE IL TRASPORTO SU GOMMA” 

Francesco Pastorelli, direttore di CIPRA ITALIA
Pubblichiamo alcune dichiarazioni rilasciate di recente dal direttore di Cipra Italia. Ricordiamo che CIPRA è la Commissione Internazionale per la difesa delle Alpi.
Per ridurre il traffico su gomma e favorire il trasferimento modale occorre far diminuire la domanda di trasporto. Per Francesco Pastorelli, direttore di CIPRA Italia, ciò può essere fatto adottando la borsa dei transiti sui valichi alpini.

La realizzazione della seconda galleria autostradale del Frejus, tra Italia e Francia, rappresenta una palese contraddizione rispetto a quanto stabilito dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi (*). A pochi anni dalla sua entrata in funzione si prevede un incremento del numero di passaggi. Questo significherebbe per la valle e per le popolazioni locali, un notevole aumento delle emissioni e dell’inquinamento. Lo stesso problema si avrebbe al valico del Gottardo qualora venisse realizzato il raddoppio del tunnel autostradale.

Lungo tutto l’arco alpino continuiamo ad assistere alla progettazione di nuove grandi opere infrastrutturali, ma non sono mai state prese seriamente in considerazione misure per far diminuire la domanda di trasporto su gomma. Così come non ci si è mai posto il problema di cosa sia davvero necessario trasportare

Per contingentare il quantitativo di merci su gomma che attraversano le Alpi si potrebbe applicare per la prima volta su una direttrice alpina la borsa dei transiti. Si tratta di uno strumento basato sui meccanismi di mercato con l’obiettivo di favorire il trasferimento modale. In pratica si fissa un numero massimo di diritti di passaggi per quel determinato valico e tali diritti vengono messi all’asta. Tale numero è da stabilirsi sulla base delle reali capacità di sopportazione non solo dell’infrastruttura, ma considerando anche i livelli di inquinamento per le aree attraversate. Oltre quel numero si transita per il valico con altre modalità, ad esempio sfruttando la capacità ferroviaria esistente, tutt’altro che residuale. Ovviamente per evitare il traffico di aggiramento attraverso altri valichi, la procedura andrebbe coordinata con gli altri paesi alpini su tutto l’arco alpino o almeno su tutta una direttrice.

Queste misure – dal costo infinitesimo rispetto a quelle necessarie per le nuove infrastrutture – rientrano in quella politica dei trasporti contenuta in documenti strategici come il Libro Bianco dell’Unione Europea o lo stesso Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi che i Paesi alpini e l’Unione Europea hanno adottato e che dovrebbero impegnarsi ad attuare. Sarebbe il modo meno costoso per rendere il sistema del trasporto europeo più efficiente, per ridurre quei trasporti superflui e gli effetti dannosi per l’ambiente e le popolazioni che vivono lungo le direttrici di transito.

Questo approccio potrebbe essere applicabile anche al Traforo del Frejus. La Società autostradale Sitaf che lo gestisce, sarebbe disposta a un sistema di regolamentazione di questo tipo? 

(*) La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto da tutti gli otto Paesi alpini: Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera nonché dalla Comunità Europea, con l’obiettivo di garantire una politica comune per l’arco alpino, un territorio sensibile e complesso.
Bardo News (fonte: Cipra Italia)

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