Intervista a Piera Cicconi, seconda parte

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“Con gli oneri di compensazione del raddoppio del Frejus miglioreremo la qualità della vita dei Bardonecchiesi”

SECONDA PARTE

Oneri di compensazione per la realizzazione del raddoppio del Frejus… State pensando ad utilizzarli per ammortizzare l’impatto ambientale che genera sul turismo? Nel caso cosa verrà fatto?
Bardonecchia ha a disposizione l’ingente “tesoretto” derivante dalla realizzazione della seconda canna del Frejus, e la successiva trasformazione in galleria di transito. L’importo è di circa 8.000.000 di euro, totalmente disponibili in quanto non ancora investiti dall’Amministrazione uscente. Con tale somma è nostra intenzione realizzare una serie di interventi a favore del territorio. Realizzeremo, nel primo anno di mandato, una manutenzione straordinaria di Bardonecchia (riguarderà asfalti, tombini, marciapiedi, aiuole, cartelli stradali, cassonetti delle immondizie, ecc.), perchè vogliamo migliorare subito l’aspetto del paese. Lo vogliamo pulito e accogliente per i nostri ospiti, ma soprattutto per noi Bardonecchiesi. Non ci limiteremo però solo al paese: attiveremo un progetto pluriennale di salvaguardia idrogeologica (che significa cura dei boschi e manutenzione dei sentieri che fanno parte del nostro meraviglioso territorio). Attività che creerà opportunità di lavoro perché vedrà impegnati in prima linea i nostri Consorzi Agricoli e le imprese locali. Riqualificheremo il Sentiero delle Borgate, rendendolo idoneo, in alcuni tratti, alle persone con difficoltà motorie. Opereremo un intervento di messa in sicurezza del Torrente Rho, per eliminare i vincoli idrogeologici dell’area del Borgo Vecchio. Effettueremo la manutenzione straordinaria del Cimitero di Bardonecchia, e realizzeremo la rampa disabili del Cimitero di Melezet-Les Arnauds, oltre a sistemare il tetto e la facciata. Faremo finalmente partire i lavori del secondo lotto del Palazzetto dello Sport, e cofinanzieremo la realizzazione della nuova seggiovia dello Jafferau. Ristruttureremo la “Bocciofila la Pineta”, con la creazione di una copertura invernale dei campi, garantendo sino alla fine dei lavori della suddetta copertura, l’utilizzo del palazzetto dello sport nel periodo invernale per il gioco delle bocce…

Riassumendo: 8 milioni di Euro sono una cifra importante, serviranno a creare opere infrastrutturali che arricchiscono la proposta di Bardonecchia ai turisti ma, contemporaneamente una parte di questi fondi consentirà di  migliorare la qualità della vita dei cittadini residenti. La buca nella strada non è un problema “piccolo”, è enorme per chi ci abita di fronte!! C’impegniamo, tra l’altro, ad attivare le progettazioni delle opere immediatamente, in modo da portarle a termine nei 5 anni. Ai Bardonecchiesi, lo sapete, i Sindaci sino ad oggi, hanno investito soprattutto sulla “fabbrica delle promesse”. Promesse eco-populiste o promesse elettorali.

Se ho capito bene chiederete a degli esperti di evidenziare i punti di forza e di debolezza di Bardonecchia come realtà turistica. A chi pensate di rivolgervi? Come pensate di gestire l’analisi che emergerà?
Innanzitutto alle professionalità del nostro paese. In accordo con loro, cercheremo fra gli istituti di ricerca pregevolissimi che operano in Italia e nelle nazioni affacciate sull’arco alpino. Ci sono moltissime università di pregio che hanno studiato e studiano  il turismo, in generale, e il turismo montano in particolare. Da questi studi nasceranno scenari che condivideremo con Bardonecchia e soluzioni che sceglieremo tutti insieme.  Nel nostro programma abbiamo chiamato queste attività: “un atto di umiltà”. Noi non crediamo che la politica abbia tutte le risposte. Le risposte, in particolare nel mondo d’oggi, arrivano dall’analisi accurata dell’esistente e dalla capacità di intravedere le svolte. La politica deve facilitarne la ricerca e, una volta individuate, deve “porgerle” al territorio perché le discuta e le condivida.
State pensando anche ad un coinvolgimento degli stessi turisti nel progetto politico? Come?
Non lo chiamerei progetto politico. Quello che abbiamo in mente (quello di cui crediamo Bardonecchia abbia bisogno) è un progetto strategico. Si parla delle Amministrazioni Comunali  come se ci si “impadronisse” di un luogo. Non è così. La politica, secondo noi analizza e indirizza. Non è un “padrone”,  è un “regista”. Chi  pensa che non sia così o è accecato dal proprio sguardo allo specchio o fa il furbo. Abbiamo ribadito più e più volte, che il primo punto di forza della nostra squadra è la “partecipazione”. Riteniamo infatti che solo condividendo le decisioni e i progetti per il nostro paese è possibile  progettare e realizzare ciò che è utile alla comunità. Faticoso? Certo ma, vedendo  come va il mondo, assolutamente indispensabile. E il nuovo che dura e resiste, non nasce mai da qualcuno contro gli altri, ma da tutti per tutti.
Quanto ritenete che il raddoppio del Frejus, i viadotti dell’autostrada, il passaggio dei TIR influiscano sull’immagine turistica di Bardonecchia?
Premetto che l’Amministrazione Comunale rappresenta i cittadini e lo Stato, la Società che gestisce il Traforo del Frejus rappresenta i propri azionisti. Quindi siamo disponibili alla massima collaborazione, ma mantenendo una posizione autonoma, indipendente. L’abbiamo già detto non vogliamo “svendere “prerogative della politica, vogliamo collaborare anche se qualche mio avversario crede che solo lo scontro porti vantaggi. Non è così, per ottenere risultati ci vuole autorevolezza, rispetto reciproco e idee chiare, i megafoni (soprattutto quelli elettorali) producono solo applausi, non benefici reali.
Il Tunnel del Frejus è un’infrastruttura del nostro territorio che, al di là dei posti di lavoro, va vista come un’opportunità. Il Tunnel del Frejus ha trasformato un muro (la montagna com’era) in un ponte (la montagna com’è adesso). Perché non vederla come la vera possibilità di traghettare il turismo francese nel nostro territorio? Faccio un esempio che chiarisce. Nel 2010 la Convenzione pluriennale ANAS-SITAF prevedeva, nel quinquennio successivo, un investimento di 41 milioni di euro sul nostro territorio per la realizzazione di una galleria che avrebbe sostituito l’attuale viadotto autostradale, mascherando il traffico dei tir in arrivo al traforo. Purtroppo, il Sindaco di allora non si impegnò formalmente con una lettera di impegni, e quindi la cittadinanza ha perso l’ennesimo treno e si tiene in compenso la vista in caso di coda, dei mezzi pesanti. Tuttavia, con l’apertura al traffico della seconda canna, il traffico sarà sicuramente più scorrevole e le possibili code saranno sostanzialmente azzerate. Ci impegniamo inoltre a farci parte politica attiva e pressante con la Sitaf affinché, oltre alle opere  compensative già citate, realizzi altri interventi di cui Bardonecchia ha veramente bisogno, come il Vallo del Melezet, la sistemazione della strada di Rochemolles, e uno studio di fattibilità relativo alla viabilità della Frazione di Millaures. Nonché valutare lo sviluppo di un progetto di Geotermia, grazie allo scavo della seconda canna, da utilizzare per scaldare l’acqua del futuro centro termale che progetteremo e valideremo insieme alla cittadinanza.
Avete in mente una gestione della criticità determinata dal probabile aumento di TIR derivante dal raddoppio del Frejus? Nel programma della lista Borgis ad esempio si parla di “contingentamento e monitoraggio e di valutazione delle problematiche che si innescheranno con la chiusura del traforo del Monte Bianco”…

In questi giorni sono state dette e pubblicate cifre prodotte dalla “fabbrica della propaganda”. I fatti sono questi:
1.  Intanto non esiste nessun atto che confermi un’eventuale futura chiusura del Traforo del Bianco al traffico pesante. Questo è “gossip” e fumo negli occhi.
2.       Inoltre i mezzi pesanti che sono transitati al Frejus negli ultimi 7 anni sono inferiori alle cifre ad esempio relative al 1998, anno precedente alla chiusura del Monte Bianco a causa dell’incendio che causò molte vittime, mezzi che, tra l’altro, hanno emissioni almeno 7 volte inferiori agli anni passati.
Nel 2012, nell’ambito della Conferenza Intergovernativa Italia-Francia, è stato definito in maniera precisa e rigorosa il CONTINGENTAMENTO dei mezzi pesanti, proprio in vista dell’apertura al transito della seconda canna. Si tratta quindi di far rispettare RIGOROSAMENTE la legge. Fare installare centraline di monitoraggio sul nostro territorio da Enti assolutamente indipendenti come l’ARPA, vigilare costantemente sui dati rilevati sulla qualità dell’aria, e fornire un’informazione pubblica chiara e trasparente. E in caso di superamento dei limiti, CHIUSURA al traffico dei tir, chiaro? CHIUSURA e applicazione di sanzioni nei confronti della concessionaria.
Cito testualmente dal vostro programma: “faremo rete con la Città Metropolitana e con la Regione (far uscire Bardonecchia dall’isolamento e dalla “pigrizia gestionale” è una delle nostre priorità strategiche) per agganciarci alle attività di promozione internazionale che queste realtà hanno in programma nel quinquennio 2016-2021”. Avete già pensato a cosa fare nel concreto?
Mi sono presa l’impegno personale di essere presente (non solo fisicamente ma anche come “strumento di pressione permanente”) ai tavoli istituzionali della Città Metropolitana e della Regione. Questo per due ragioni fondamentali.
1. Se vogliamo “mettere in vetrina e vendere le eccellenze Bardonecchia” (non solo ai turisti ma anche ai possibili investitori stranieri), dobbiamo agganciarci ai programmi di promozione turistica nazionale e internazionale. La Regione Piemonte, sta già investendo parecchio in questo settore. Ma in questi giorni ho sentito proposte di un “meraviglioso ritorno al medioevo” tutto fiorellini e nostalgia.                                                                                     
2. La seconda ragione è che in questi anni abbiamo perso tanti, troppi treni con i vagoni pieni di soldi e di opportunità. Non possiamo più permetterci che le decisioni importanti e i finanziamenti vedano Bardonecchia impreparata o assente perché la politica sogna la “decrescita felice”. La decrescita è SEMPRE infelice. Noi vogliamo che Bardonecchia cresca, attragga di più, guadagni di più. E usi quella ricchezza a favore di tutti.

Un commento sui i programmi in materia di turismo delle altre due liste in corsa alle amministrative?
L’ho già detto tra le righe. Da un lato pensare di tornare ad una montagna “del passato e preindustriale” è un argomento perfetto per farsi applaudire dal proprio “clan” ma è una posizione anacronistica, perché i tempi sono cambiati. I mercati turistici non si agganciano con le utopie ma con proposte concrete e piaceri diffusi: per lo sci e il dopo sci. Dall’altro si propone di proseguire producendo un turismo “di speranza”, gestito da fedeli, non da capaci.
I turisti, diciamolo chiaro, li hanno già catturati altri: DOBBIAMO RIPRENDERCELI. Come fare? Rileggendo e analizzando le formule che ci hanno resi attrattivi negli anni ’80. Studiando gli altri, adottando formule che altri hanno adottato e inventandone di nuove.

Cosa diresti a Borgis, cosa ad Avato in questo momento?
Ai Bardonecchiesi dico: “Leggete i programmi, togliete gli ‘effetti speciali’ e vedete cosa rimane. E su quello decidete chi votare”. Non stiamo scegliendo un personaggio di un reality show, stiamo decidendo chi governerà Bardonecchia  i prossimi cinque anni”.

 

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