CONFRONTO FRA I SINDACI, ecco le prime dichiarazioni importanti

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Bardonecchia, 1/06/2016

Si è da poco concluso il confronto pubblico fra i candidati sindaco al Palazzo delle Feste organizzato da ValsusaOggi, Associazione Albergatori e Consorzio Turistico di Bardonecchia.
Dato che è durato circa 3 ore, moltissimi i temi trattati, alcuni ampi e complessi, abbiamo scelto alcune delle risposte sui temi forse più “sentiti” (più richieste e dibattito nel pubblico). Sono riportati fedelmente e integralmente dalla registrazione audio che abbiamo fatto.

In questo articolo iniziamo dagli interventi dei tre candidati sul primo importante tema: RADDOPPIO DEL FREJUS.

DOMANDA DEL PUBBLICO

Se diventerà sindaco che rapporti intende mantenere con la Sitaf anche in previsione di una prevedibile chiusura del tunnel del Monte Bianco ai TIR?
Nel 2019 si prevede il passaggio dal Frejus di un milione di mezzi pesanti l’anno…

CICCONI – “La politica deve fare la politica, l’amministrazione comunale rappresenta i cittadini e lo Stato. La società Sitaf rappresenta i propri azionisti. Quindi massima collaborazione, ognuno col proprio ruolo. A noi non risulta alcun documento ufficiale che attesti la chiusura del Monte Bianco ai TIR. Nel 1998 al tunnel del Frejus il traffico pesante superava di poco i 780.000 passaggi, quindi si era al di sopra di quanto transitato negli ultimi sette anni. I TIR nel ’98 potevano essere equiparabili a Euro ZERO, quindi con delle emissioni sette volte superiori a quelle dei mezzi che transitano oggi. Il progetto del raddoppio del tunnel del Frejus risale almeno a dieci anni fa. Nel 2010, proprio in occasione di un incontro qui al Palazzo delle Feste, l’allora sindaco definiva il nuovo tunnel come ‘un’occasione irripetibile’. Nel 2012 la conferenza intergovernativa fra Italia e Francia, a cui partecipò anche il Comune di Bardonecchia, stabiliva il contingentamento dei TIR. Noi quindi diciamo che bisogna far rispettare la legge. Se è stato stabilito un contingentamento questo va assolutamente garantito. Viene garantito tramite l’installazione di centraline sul territorio, installate però da società indipendenti come l’Arpa. I dati devono essere condivisi con la popolazione in modo che tutti sappiano qual’è la qualità dell’aria che si respira. Siamo assolutamente favorevoli al blocco del traffico qualora questi limiti vengano superati. Per quanto riguarda le compensazioni “‘perenni’, vorrei ricordare a chi sostiene che 8 milioni di euro di compensazioni sono bruscolini che nel 2010 fu stipulata una convenzione fra l’ANAS e la SITAF nel contesto della quale era presente anche un piano economico finanziario per il successivo quinquennio che prevedeva fra le varie voci la mitigazione del tratto autostradale per arrivare a Bardonecchia. Un intervento di 41 milioni di euro (non 41 milioni di lire!). Sarebbe bastata una lettera di intenti dell’allora amministrazione comunale per avere l’interramento del viadotto lungo gli ultimi chilometri sopra Bardonecchia sino al traforo”.

BORGIS – “Vorrei fare una premessa. Non va demonizzato nessuno, l’autostrada è una risorsa, il tunnel del Frejus è una risorsa. Questo non lo discute nessuno. Però è evidente che se la canna di sicurezza diventa di scorrimento forse qualche ragionamento va fatto. Credo che il dato del milione di TIR l’anno si riferisca ad una riunione fatta in Regione, presenti il senatore Esposito e il consigliere regionale Ferrentino. Per la precisione la stima era di 1.051.000 mezzi pesanti l’anno nel 2019. In realtà questo dato è sottostimato perché, se prendiamo il valore numerico dei passaggi in caso di chiusura del tunnel del Monte Bianco, si arriva a 1.500.000. Quindi parliamo di 4.200 TIR al giorno, 1 ogni 20 secondi! Di fronte a questi dati, pur essendo vero che la Valle d’Aosta non si sa ancora con precisione cosa farà, è altrettanto vero che questa è la direzione nella quale lì si vuole andare. Quindi la domanda è: vogliamo che la Valle d’Aosta rimanga la valle ‘green’, la valle del turismo dove si vende aria pura, e noi perdiamo per sempre questo tipo di profilo? O pensiamo che qualcosa in questa direzione vada fatto. Poste queste premesse è evidente che qualche ragionamento, in modo sereno e limpido, è necessario farlo. Si possono utilizzare ad esempio gli strumenti che oggi sono già presenti. Il cadenzamento può essere un elemento per iniziare in modo oggettivo a contingentare i TIR. Secondo strumento relativamente facile è quello di non far sostare i mezzi sui viadotti sopra Bardonecchia, è un’immagine negativa se vogliamo vendere aria pura, sempre che questo sia nel nostro cuore e nella nostra anima. Le emergenze andrebbero gestite in modo diverso. La situazione orografica di Bardonecchia non aiuta. Il terzo elemento, a livello però sovra comunale, è il contingentamento. Tutto ciò deve essere fatto senza timori reverenziali, io penso. Né io né il mio gruppo abbiamo timori reverenziali. Il mio stipendio lo paga il Ministero della Pubblica Istruzione, a cui sono grato. Questo mi garantisce un livello di indipendenza tale che non c’è nessun tipo di problema nel dire serenamente quello che penso e quello che devo rappresentare per i miei cittadini. Sulle compensazioni è chiaro che bisogna valutare ad esempio di quanti TIR oggi stiamo effettivamente parlando. E’ vero che oggi si parla di TIR con emissioni Euro SEI, SETTE, NOVE… Però da qui a dieci anni non immagino che i TIR non inquinino, che il passaggio determini inquinamento zero. Ultima battuta: se bisogna tirare un calcio di rigore, io sono pronto a tirarlo!”

AVATO – “Mi fa molto piacere continuare ad essere citato dagli altri candidati sindaco, vuol dire che forse nella mia passata esperienza di sindaco qualche cosa ho fatto. Tratto brevemente il discorso dell’ANAS e della SITAF perché sappiamo benissimo che la SITAF è una Società di diritto privato (pur essendo partecipata da Enti Pubblici). Dunque in quanto tale ha tutto l’interesse a realizzare opere. Mi domando allora come mai questa presunta progettazione relativa all’interramento o a qualche forma di mascheramento del viadotto, non sia alla fine stata fatta dalla stessa SITAF, una società che appunto trae utili da questo tipo di opere. Quindi cade il presupposto. Ricordo perfettamente il convegno del 2010, nel quale il presidente della società di gestione del Traforo del Frejus disse: ‘le ricadute per Bardonecchia saranno almeno di 25 milioni di euro‘. Si, lo ricordo perfettamente. Non vedo questi 25 milioni di euro disponibili sul tavolo. Ma tant’è, le cose purtroppo vanno avanti così… Così come non ho visto, anche durante l’amministrazione Borgis (nella quale la candidata Cicconi era presente…), alcun atto volto a chiedere con forza miglioramenti, aggiunte, percentuali più alte, ricadute anche solo in termini di opere, a favore del nostro territorio. L’ultima delibera risale proprio al 2010 da parte dell’amministrazione che avevo l’onore di rappresentare. Ma veniamo al tema, non voglio eluderlo! Che cosa fare a fronte di uno scenario che probabilmente a tendere porterà maggiore traffico a Bardonecchia. Usiamo lo stesso ragionamento sulla sicurezza che ci hanno detto essere alla base del raddoppio del Frejus. Questa è la chiave a nostro avviso. Giusta la sicurezza all’interno del tunnel (personalmente partecipai a tutte le conferenze nelle quali si sviluppò la trasformazione del progetto da 6,20 metri per arrivare alla maggiorazione successiva). Benissimo, allora applichiamo questo concetto anche al di fuori del traforo. Sicurezza dentro, sicurezza fuori. Ovviamente in senso più ampio. Significa benessere, controllo delle emissioni (aria, suoni, impatti visivi). Significa diritto alla salute. E poi significa una cosa altrettanto importante. Sappiamo benissimo che la nostra economia è un’economia alpina, quindi legata a tutte le declinazioni della montagna (turismo in primis). In conclusione, ripeto: sicurezza dentro il tunnel, sicurezza fuori del tunnel. E più risorse. 8 milioni restano sempre troppo pochi!”

Appena possibile cercheremo di pubblicare gli interventi registrati in merito a FRANA DEL MELEZET e SVILUPPO TURISTICO.

Bardo News – la redazione

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