Intervista a Francesco Avato, seconda parte

0
139
Intervista a Francesco Avato candidato sindaco della lista Semplicemente Bardo
La seconda tornata di riflessioni sugli argomenti legati al programma… 

“Emissioni zero è un progetto che deve coinvolgere tutto, a partire dal raddoppio del Frejus”

 
SECONDA PARTE

Nella vostra lista quali sono le figure che controbilanciano il tuo forte carisma personale? Non è che hai formato e stai gestendo il tuo gruppo in modo “verticistico”…? 
E’ vero il contrario. E’ stato un gruppo di persone amiche ad insistere con me per la nuova candidatura a sindaco. Inoltre, ogni fase relativa alla formazione  e all’ampliamento del gruppo è stata sempre condivisa fra tutti. Chi mi conosce sa bene che nelle decisioni prediligo la collegialità.
In definitiva è un argomento deboluccio, di chi vorrebbe mettere in secondo piano l’immagine di candidati a consigliere della nostra lista conosciuti e validi oltre che molto amici fra loro. Un gruppo di persone mature e ben equilibrato…

 
La lista #adessodecidiTU elabora il suo progetto politico da diversi mesi, con largo anticipo sulle elezioni e in modo molto partecipato. La vostra lista pare si sia formata in tempi brevi. Avete avuto il tempo di approfondire programma e obiettivi in modo adeguato?
 

Aver presentato una lista senza preannunciarla, non vuol affatto dire che sia stata composta frettolosamente.
La condivisione di un progetto politico-amministrativo non è tradotta in una formula matematica. Non credo quindi che la modalità adottata da “adessoecidiTU” sia l’unica percorribile e che quella formula abbia garantito che chi volesse partecipare abbia effettivamente potuto farlo.
Sappiamo bene che quando si dice che tutti possono decidere tutto, molte volte poi accade che a decidere siano pochissimi o addirittura uno solo.
Il nostro programma, poi, è stato condiviso ed approfondito nei vari aspetti, ed è andato arricchendosi di giorno in giorno grazie al contributo delle persone, dei gruppi e delle Associazioni con cui si è entrati in contatto.  

I candidati della tua lista sono figure sufficientemente competenti nei vari ruoli? Nel momento in cui si ritrovassero ad amministrare non si potrebbe verificare un deficit di preparazione tecnico-amministrativa?

NON credo che l’esperienza amministrativa sia un valore in assoluto. C’è infatti la buona esperienza amministrativa e l’esperienza amministrativa che, pur essendo durata nel tempo, nonostante tutto risulta scadente. A questo proposito siamo convinti che si debba cambiare rotta rispetto all’Amministrazione uscente. Questa amministrazione in sostanza per le elezioni si è sdoppiata in due liste gemelle, seppur una contrapposta all’altra. 
A nostro avviso è necessario inaugurare un nuovo ciclo amministrativo, coinvolgendo persone nuove, molto amiche e coese fra loro, umili, che tuttavia hanno esperienza di lavoro e di volontariato tali da consentirgli di affrontare con semplicità anche le tematiche comunali più complesse e le sfide più innovative.
Il sottoscritto, dopo molti anni di Comune e 10 da sindaco, è a loro disposizione. Ma credo che senza la partecipazione dei cittadini e delle categorie produttive del paese non sia possibile raggiungere obiettivi ambiziosi.
  
Molti vedono l’essere già stato sindaco di Bardonecchia per 10 anni consecutivi come un tuo evidente limite. Cosa rispondi? 
Ritengo siano più numerosi coloro che credono che la mia esperienza sia un valore e non un limite. Pur avendo una discreta esperienza alle spalle posso ancora dare qualcosa, nonostante i miei quarantasette anni… 

Qual è la motivazione personale e politica che ti spinge a tentare di fare nuovamente il sindaco? 

Non vedo una grande distinzione tra le due sfere. Il campo di azione politico amministrativo, rappresenta la mia passione. Inoltre è un modo per mettersi al servizio del paese in cui sono cresciuto e da cui certamente ho ricevuto moltissimo. 

A proposito del capitolo “emissioni zero”… Come si pone questo obiettivo rispetto al raddoppio del Frejus e alla prospettiva di aumento delle emissioni generali dovuto ai transiti di TIR? 

Il nostro è un Paese Alpino il cui patrimonio ambientale è allo stesso tempo un valore legato alla salute, al benessere oltreché un valore di sviluppo economico.
Dobbiamo esserne gelosi. Far valere ovunque e con tutti questa ricchezza. Sulle emissioni io penso che il tema centrale sia proprio questo. Se ci deve essere sicurezza all’interno del tunnel del Frejus, deve esserci anche sicurezza all’esterno, nel paese. Per tutti, sia cittadini che turisti. Intendendo ovviamente il concetto di sicurezza in senso lato. Come ho detto prima in termini di salute, benessere, sviluppo economico.
 
Tir incolonnati nelle vicinanze del Traforo del Frejus
Non possiamo accettare che in nome della ripresa economica il Frejus diventi il passaggio di un volume crescente di merci. Mentre il Monte Bianco rimarrebbe per il solo traffico leggero. In questo modo si danneggerebbe drasticamente il nostro settore di sviluppo principale: il turismo legato alla montagna ed al suo ambiente incontaminato.
Da questo punto di vista la Valle d’Aosta insegna… Da sempre lì si pretende che l’economia turistica legata alla montagna venga fortemente protetta. Una valle attraversata dai TIR è inconciliabile con questa necessità. E infatti sono state avviate delle precise politiche in tal senso.
Dobbiamo da subito realizzare un piano di limitazione di ogni emissione inquinante (aria, rumore, etc…) legata al transito dei mezzi al T4. Quando questo dovesse comportare come conseguenza la richiesta di limiti alla circolazione, non ci vorranno esitazioni.
A questo proposito mi fa sorridere chi oggi, dopo aver lasciato sfuggire i buoi dalla stalla, si erge a paladino difensore del territorio. E lo fa senza aver mai chiesto in modo esplicito, né ottenuto, alcun equo indennizzo. Il minimo sindacale, non più di quello. Per un’opera importante non ha saputo far altro che far lasciare i bruscolini al territorio. Senza avere mai preso, nei 5 anni di governo del comune, una sola concreta iniziativa.
Quali azioni a quel punto il Comune di Bardonecchia dovrebbe adottare verso la SITAF?
La Sitaf  è certamente l’interlocutore primario ma non l’unico sulla vicenda della seconda canna di sicurezza… poi diventata di scorrimento.  Ci sono Enti, Istituzioni e Ministeri coinvolti….

                                         

Nessun commento