Intervista a Francesco Avato, candidato sindaco nella lista Semplicemente Bardo

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Intervista a Francesco Avato, candidato sindaco nella lista Semplicemente Bardo.
Una prima tornata degli argomenti legati al programma di questa lista…

“Pensiamo e realizziamo il Paese Alpino!”

PRIMA PARTE

Qual è il tema che avresti più a cuore di raccontare rispetto al vostro programma elettorale?

Sta prendendo grande spazio nel nostro dibattito interno, parlo di quello della nostra lista per le amministrative, il tema del “Paese Alpino”… Un insieme di stimoli eccezionali per tutti noi cittadini di Bardonecchia…


Cosa intendi?
E’ un grande obiettivo di qualità, di alto profilo. Significa traghettare Bardonecchia da semplice località turistica alla stregua di tante altre a realtà globale dove al centro vi è la sua identità alpina, paese di montagna moderno proiettato verso il futuro.
Un insieme di iniziative nell’ambito turistico e culturale, ma sopratutto in quello formativo a partire dalle scuole del più basso grado possibile.
Queste iniziative devono andare nella direzione di costruire questa fisionomia di paese alpino moderno.
Un laboratorio nelle Alpi Occidentali piemontesi per applicare le iniziative più moderne di vita e lavoro in montagna. L’unico in questa zona delle Alpi. Nelle altre realtà montane, specie fuori dai confini italiani, ovviamente vi sono già processi abbastanza avanzati in questa direzione. E sembrano funzionare bene.
Sotto il profilo di uno sviluppo moderno ed intelligente, sia culturale che economico.

Chi può essere coinvolto?
Stiamo pensando a tutti, ma in particolare ai nostri giovani. Ragazzi che vengano adeguatamente formati su come si può fare economia in montagna anche prescindendo dal solo turismo.
Tirocini, ma anche stage formativi diretti da esperti nei diversi campi.

Quali sarebbero le azioni?

Una prima azione, che in molti hanno già sperimentato, è la gestione del patrimonio boschivo al momento in situazione di quasi totale abbandono. Sono andato a parlare con Garavelli del Consorzio Forestale Alta Val di Susa perché volevo capire in che direzione si stanno muovendo loro.
Sono emerse cose davvero interessanti. Le spiegherò in seguito…

Altre azioni?

“Emissioni zero”, “rifiuti zero”, “consumi zero”!
Sono modalità che ormai adottano in decine di comuni turistici, per la verità ancora prevalentemente marittimi, ma si sta affermando una certa tendenza anche fra quelli montani.
Siamo in contatto con Alessio Ciacci, un grande esperto del metodo rifiuto zero, che fra l’altro è diventato presidente dell’Acsel Valsusa nell’ambito delle filiere dei riciclo dei rifiuti. Buone pratiche, informazione, coinvolgimento della cittadinanza per aumentare al massimo la raccolta differenziata e farne un volano grazie al riciclo.
“Consumi zero” invece è una strategia che parte dal patrimonio comunale, quindi la massima diminuzione dei consumi delle strutture di proprietà del Comune di Bardonecchia.
Questa logica del consumo zero va poi promossa e trasferita al patrimonio privato, in particolare quello delle seconde case ad uso turistico. Sono case di montagna, da noi fa più freddo e la vita costa generalmente di più. Per risparmiare sulla gestione di una seconda casa va pensato un sistema efficiente di abbassamento dei consumi: riscaldamento, acqua calda, luce… L’amministrazione pubblica deve favorire tutto questo.
Il paese alpino è allora quel paese che beneficiando delle nuove tecnologie e delle nuove conoscenze opera per salvaguardare se stesso e il proprio territorio montano. Un capitale che durerà nel futuro e renderà sempre.

C’è altro intorno al tema del Paese Alpino?
Certamente molto altro! Ad esempio la valorizzazione, l’informazione e la fruizione consapevole a scopo turistico della rete di sentieri e itinerari naturalistici. Anche qui si possono generare nuovi posti di lavoro (operatori e tecnici della manutenzione, accompagnatori e guide naturalistiche, etc.) grazie ad una formazione adeguata. Una formazione integrativa che parte dalle scuole del più basso grado e arriva alle superiori e all’università, per sboccare in stage e tirocini. Posti di lavoro sicuri per i più giovani, per quei ragazzi che hanno ancora nel cuore le loro montagne. Se a questi giovani riusciamo a dare una prospettiva per il futuro intorno al loro paese abbiamo vinto un’importante partita. In particolare adesso che la maggior parte di questi ragazzi non vede l’ora di andarsene dal paese o aspira a lavorare alla Sitaf…

Interrompiamo qui la prima parte dell’intervista a Francesco Avato… 
A breve pubblicheremo la seconda conclusiva parte.

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